lonfa e divertiti con la metasemantica
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Ti trafferi il purcotto nel prizzo scolorato
E`sera lombidiosa e scolorita
vorrei dire un cozzo di saccozzi
ma triverno il silenziozzo
La fiamma e` smunta nella piega del blu
non c`e` festicchio,vernazzo e ludicozzo che tenga
son sperso nel trinco degli occhi
son stufigatto di ricever allusioni
Lo sfigozzo smegno smegno
pirifaffera sdilegno
olanderazzo ma scarozzo
ti sdingagnera il castrozzo
E` chigno lo disdirazzo
gli smotterezzi un trazzo
e se glielo smotti arpillattato
pligno pligno s`e` smintorcato
Si esoneragna
ma reverte con la lonfagna
se lonfagna si olanderazza
altrimenti si scornazza
Complimenti eozoe, hai capito perfettamente qual è lo spirito della poesia metasemantica (qualora ce ne sia uno): dar voce ai propri sentimenti o semplicemente dire qualcosa (come ad esempio il tuo augurio pasquale ai nostri "lonfatori") con parole vuote e senza senso, che in realtà celano la parte più profonda e sconosciuta di noi stessi.
Complimenti, continua così!!!
Ovattando nel lonfo lonfato
augutto ruona fasquita
u lionrato fastoso
Sporinando in una fasta caleta
solerme mi afforrai in una carma navota
trafirendo in una marta spoleta.
Gigi Proietti, con la sua magistrale recitazione del lonfo nella trasmissione Parla con me, ci ha regalato 6000 click in un giorno.
Grazie Gigi, sei grande!
Topos è un nome strimpellato,
anzi ci vedo un vecchio invellutato,
che mentre si ripigna imbalsamato
decide di finir con un conato.
Cammina per le vie senza tangente
e voglio saper anche se mente.
Questo topos è così sgniffo, carcelluto, sbottolato
non sa neppur cosa sia un conato.
Allora mi dico in me stesso stesso
"Dove posso trovar questo topos mesto?"
Mi recai in una scuola che tanto scuola non era
in una costruzione neppur tanto costruita
in un sistema neppur tanto sistemato
in una situazione che non poteve essere situata.
Toh!Allora mi trovo in me stesso!
Non me ne sono accorto!
Come avete sicuramente notato le lonfate non sono altro che giri di parole senza significato, uniti da rime o altri artifici fonici.
In realtà dietro questi termini inventati si nascondono significati più o meno profondi, che ogni lettore deve scoprire,orientandosi,come meglio crede,nel mare della poesia non sense.
Ecco alcuni consigli per godere di una lonfata.
1-Scegliere una lonfata e leggerla con attenzione.
2-Capire lo schema delle rime (se presenti)in modo
che la lettura risulti più divertente e incalzante.
3-Dopo aver letto più volte il testo,lasciare le briglie della ragione e navigare a vele spiegate con la fantasia.Le parole ,che avete appena letto,muovendosi come vortici scatenati nella vostra mente, vi suggeriranno immagini fantasiose e originali.
STORNELLO CANTATO,la prima lonfata del 2007!
Che quest'anno sia sempre più lonfo e sempre meno banale.
Il mio augurio(anche se un po' in ritardo):
(è il 'lonfo' che parla)LoNfaToRi D'iTaLiA uNiTeVi a Me,QuEsTo BeL SiTo Fa aNcHe PeR Te!
Piuma gliffa in gran tempesta,
che a dir del ver si rivela tresta.
Svirgoli ignozzi con grandi svorsati
chiudi la porta e li senti giurati.
Trifi Trofi Strizzi Strozzi
Prendi tua moglie e te la cornazzi!
Limpido grullo attardato alla sedia
uccello smernato che aspetta la vega.
Tiepidi suoni in gruno cartagnano
sposta la stizza così non si bagnano.
Trifi Trofi Strizzi Strazzi
Prendi la suocera e te la scappazzi!
Stornelli e parrolle, mogli e smariti
li butti di notte e mai più li friti